Intervista a Aldo Bertelle, Consulente in Risk & Crisis Management: quali sono gli elementi necessari verso un approccio organico del Rischio Inquinamento?

Bertelle

Aldo Bertelle, Consulente in Risk&Crisis Management e docente del corso “Rischi Industriali” ci svela i 2 elementi chiave per un approccio organico del Rischio Inquinamento. 

Rischio sismico, rischio vulcanico, rischio incendio, rischio nucleare, rischio industriale e rischio ambientale sono solo alcuni dei tipi di rischio in cui si può incorrere.

Un’azienda deve approfondire le proprie competenze in materia al fine di ridurre al minimo – o quantomeno tutelarsi da – i potenziali pericoli a cui è esposta ed è per questo che le assicurazioni ricoprono un ruolo chiave nella gestione del rischio.

In tema di protezione ambientale, ciò che normalmente accade in una compagnia assicurativa è il trattamento “a compartimenti stagni”; ciò che muove le scelte di protezione è più la paura di pesanti multe o sanzioni penali che una vera e propria cultura del rischio.

Al fine di evitare che ciò accada, la compagnia deve combinare 2 strategie:
1) Valutazioni preventive: è necessario identificare i processi da adottare, sapendo quale provvedimento è, a parità di prestazioni, più vantaggioso economicamente;
2) Trasferimento del rischio residuale: dato che l’elemento uomo spesso può non bastare, nel momento in cui avviene un incidente, il rischio residuale deve essere trattato con un’assicurazione.

Tuttavia, lo strumento assicurativo viene percepito da sempre con una buona dose di scetticismo e il fatto che conoscere e comprendere un contratto assicurativo legato al rischio di inquinamento non sia affatto così immediato non è certo d’aiuto: nel momento in cui non si conosce il contratto, diventa difficile valutare quale e quanta parte del rischio trasferire. È pertanto necessario che un’azienda parta dalla conformità normativa (obblighi normativi, aspetti tecnici e di responsabilità) agli aspetti di accantonamento del rischio e si rende sempre più indispensabile una gestione del rischio inquinamento a 360°, oltre che il mantenimento di un approccio organico dalla valutazione preventiva sino al suo trattamento da un punto di vista tecnico e finanziario.

Questo deve imprescindibilmente comprendere il possesso di strumenti tecnici che permettano di maneggiare la materia in modo organico. 
Solo attraverso una conoscenza organica e operativa è possibile arrivare a una gestione pragmatica del rischio inquinamento e alla creazione di una vera e propria “Cultura del Rischio”.

La protezione ambientale dovrebbe essere meglio gestita e regolamentata.
Vi sono sì delle sanzioni pecuniarie o ammende nel momento in cui non si rispettino le norme vigenti, ma si richiede maggiore sensibilizzazione a riguardo, non un’azione solo consequenziale ad una minaccia penale. Quindi, si dovrebbero prendere sicuramente più provvedimenti.

In sintesi, è necessario un approccio organico dalla valutazione preventiva al suo trattamento da un punto di vista tecnico e finanziario.

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